sabato, 07 giugno 2008

Cabaret Mistico - recensione

cabaret misticoAlejandro Jodorowsky riporta in questo saggio delle lezioni tenute gratuitamente il mercoledì pomeriggio a persone qualunque. Alla ricerca di un equilibrio che conduca l’uomo su una strada meno impervia mettendo d’accordo tutti i suoi Io a procedere nella stessa direzione, con detti popolari e barzellette l’autore alleggerisce l’imponente tema.
 
Jodorowsky sprona saggiamente i lettori a prendere coscienza della relatività della realtà, delle sovrastrutture che frenano le nostre passioni, dell’accettazione di una società malata dalla quale siamo risucchiati solo perché ci sentiamo ipocritamente impotenti. Tutto può cambiare, ognuno è determinante, una perdita genera una rinascita, un cambiamento stimola nuove energie, la morte è solo una fase e non un baratro nel quale sprofondare.
 
Con grande chiarezza e semplicità l’autore tenta di trasferire sani principi da seguire per liberarsi definitivamente da una corazza che impedisce alla nostra essenza di palesarsi. Dopo 150 pagine il testo sembra girare un po’ su se stesso in cerca di una fine che spinga il lettore a ricominciare la lettura per non dimenticare i buoni propositi accumulati durante il piacevole viaggio. L’arricciamento degli ultimi capitoli spinge però solo a chiudere il libro con tanta voglia di cominciarne un altro, per prendere finalmente una direzione dopo un po’ troppo girellare.
postato da: monthi alle ore 13:48 | link | commenti (1)
categorie: recensioni libri

Commenti
#1   24 Giugno 2008 - 09:49
 
un libro denso di barzellette che nel complesso è una cacata! utile forse ai pellegrini new age che così pensano di aver capito tutto. Il lavoro su di sè purtroppo, è soprattutto una cosa seria lunga e singolare. La ricerca è continua. L'ironia non ne è esclusa, non ne costituisce la meta, è acqua che ristora a volte e specchio che sorprende. L'imbonitore anche se utile resta imbonitore! Vale per quello che è null'altro!Identificarsi con jodo o con Battiato o altri serve a ben poco, l'mitazione lascia il tempo che trova ed è utilmente temporanea ad una parte di sè.Così come la chiarezza.
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