venerdì, 01 febbraio 2008

Cloverfield

cloverfieldLa cassetta ritrovata, lunghi piani sequenza, immagini sporche, macchina a mano, emozioni senza filtro, catastrofe, reazione, sentimenti, sangue. Ottime le premesse per un film che mantiene pochissime delle aspettative che tanto abilmente i produttori hanno cercato di far pervenire al pubblico per invogliarlo a comprare questo pacco così ben incartato.
Con una tecnica youtube, tematiche adolescenziali, personaggi fighetti e lobatomizzati che agiscono senza che gli sia richiesta una coerenza, Matt Reeves tenta di rendere credibile l’avventura di una telecamera a spasso per la grande mela, prima e dopo la sua definitiva distruzione. Filo conduttore una storiella d’amore che vede un emigrando in Giappone costretto a andare incontro al mostro per salvare la sua ex patonza preso dal rimorso di un cinico congedo pre-disastro. Perde il fratello, gli amici, l’esercito gli dice che tutto sarà distrutto ma lui scala un grattacielo, dal tetto si fionda sul gemello inclinato, arriva alla stanza della donna e la libera da un tondino che l’ha trapassata. Tutto seguito da un deficiente che non voleva riprendere gli addii degli amici del protagonista alla festa, perché timoroso della troppa responsabilità, e che una volta imbracciata la piccola camera non riesce più a smettere di documentare l’apocalisse.
I personaggi descritti nella prima parte sono deboli e privi di motivazioni valide per giustificare il seguito. L’escamotage della cassetta crolla in presenza di un montaggio volutamente sporco, eccessivamente elementare, troppo adolescenzialmente orientato, che palesa l’obiettivo della produzione di far masticare questo film sapendo che, passata l’onda pubblicitaria, sarà sputato in un secchione. Ciò che si salva è l’idea di sporcare, la voglia di piano sequenza per alimentare la sincronia delle emozioni, il bisogno di tradire lo schermo patinato e la consapevolezza che internet veicola nuovi linguaggi con i quali il cinema, anche quello miliardario, è costretto a fare i conti.
postato da: monthi alle ore 09:33 | link | commenti
categorie: recensioni cinema

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