Una macchia nuova e una brillante carriera attendono Chris al conseguimento della laurea. Stanco delle convenzioni che costringono l’uomo a recitare una parte all’interno di un sistema, il ragazzo dona tutti i suo averi e parte, come San Francesco, alla scoperta di un mondo che non media economicamente i propri sentimenti.
Sean Penn racconta gli episodi salienti contenuti nel best seller di Jon Krakauer, dove il giovane protagonista viaggia per gli Stati Uniti per preparare mente e fisico all’incontro con i territori dell’Alaska. Gli incontri con le diverse umanità rafforzano lo spirito del protagonista, mentre la famiglia, all’oscuro della sorte del figlio scomparso, precipita nella rabbia per riscoprirsi vicina nel dolore.
Le prove che Chris è chiamato a superare inducono a riflettere su una società che tende ad accumulare beni producendo insoddisfazione, che corre incontro alla sua fine senza saper apprezzare i messaggi che la natura sofferente distribuisce sul suo cammino. In contrapposizione agli intenti sani del film, la realizzazione appare troppo razionale, la divisione in capitoli troppo semplicistica, la traduzione cinematografica delle teorie filosofiche poco sorprendente. L’avventura on the road seguita con una camera a mano, interpretata da attori meno inflazionati e qualche rischio in più affrontato dalla troupe avrebbero avvicinato lo spettatore all’obiettivo della narrazione: sacrificare tutto in nome di una indispensabile verità.
Prezioso comunque lo sforzo, come condivisibile la volontà di esplorare nuovi territori della mente costretta a fare i conti con la solitudine, le intemperie, con i limiti che il mondo moderno impone all’uomo allontanandolo da una proficua analisi di se stesso attraverso un più sano confronto con la natura, pronta a rispondere alle domande di chi curiosamente la interroga.