lunedì, 03 settembre 2007

In the valley of Elah

inthevalleyofelahDavide sconfigge Golia con cinque sassi ed una fionda. Mettersi contro l’esercito americano non è altrettanto facile ma qualcuno continua a provarci. Non solo gli Iracheni ribelli, gli afgani indomiti, o i terroristi in giro per il mondo. C’è un padre in questo film, che dopo aver indirizzato entrambi i figli verso la vita militare  è costretto, dopo aver perso il primo, a recuperare i pezzi del secondo accoltellato, spezzettato e bruciato.

Paul Haggis gira un film sui soldati che non riescono a tornare a casa. Lo scollamento con la realtà provocato da regole estreme, barbarie perpetrate, ingiustizie subite ed inferte trasforma giovani avventurosi in piccoli mostri indifendibili. Non stanno bene in guerra ma quando tornano a casa molti pensano solo a tornare là, nell’unica realtà ormai sostenibile per l’avanzato stato di decomposizione della loro coscienza.

Provano a rimettere insieme i pezzi di una nazione in crisi, i bravissimi Charlize Theron e Tommy Lee Jones che con mestiere e dedizione cercano risposte che nessuno ha intenzione di fornire.

Parallelamente alle indagini arrivano notizie sulla battaglia di Falluja e l’utilizzo del fosforo bianco, intervallate con le ricostruzioni delle immagini di violenza recuperate dal cellulare del soldato assassinato. La realtà che si ricompone davanti agli occhi di un militare in pensione è atroce, lo riguarda da vicino, e non può non mettere in discussione una vita vissuta in nome di un ideale palesemente tradito.

Non giudica Haggis, ma con certosina costruzione, distrugge per rimettere in piedi qualcosa di più di un sogno strappato, in una nazione allo sbando che, in attesa di liberarsi da una testa di legno, comincia a ragionare sui resti di un disastro annunciato.

postato da: monthi alle ore 10:03 | link | commenti
categorie: recensioni cinema, festival venezia 2007

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